Ciao e... nuova recensione in arrivo. Oggi vi dico la mia su La separazione del maschio di Francesco Piccolo, scrittore e sceneggiatore italiano. Molti lo conoscono per via del Premio Strega vinto nel 2014 con il romanzo Il desiderio di essere tutti.
Editore: Einaudi
Genere: Narrativa Contemporanea
Prezzi Amazon: ebook 6,99 - cartaceo 10,20
Trama
Il maschio che parla in questo romanzo è un poligamo recidivo e impenitente, ma anche un padre capace di tenerezza e attenzione, un marito allegro e appassionato. Il sistema in apparenza è semplice, basta scomporre le giornate in segmenti, per cercare di vivere molteplici vite: frammenti di tempo, storie parallele, frazioni di felicità possibile. Per non parlare del sesso, che è un pensiero costante: un'ossessione e una consuetudine, un linguaggio, un modo per entrare in contatto con il mondo esterno. Piú ancora della seduzione e della conquista, piú dell'amore che in forme diverse è parte fondamentale di ciascuna relazione. Ascoltando il suo racconto ci ritroviamo a ridere, sorridere e pensare, e mentre inorridiamo delle sue malefatte siamo costretti a riconoscere quanta verità ci sia nelle sue parole. Un romanzo scandaloso e disarmante come una confessione.
- «Così, posso ammettere in maniera definitiva, grazie all’ultima e più eclatante – ma non necessaria – prova, che il mio immaginario erotico è elementare, di primo grado - una specie di modello base: l’immaginario erotico del maschio meridionale, il più basso della scala evolutiva della contemporaneità, probabilmente». -
Alzi
la mano chi – solitamente – sbircia tra le letture consigliate in base alla
propria cronologia. Bene, io alzo entrambe le mani al grido di: IO! IO!
È
così che mi sono imbattuta in La separazione del maschio di Francesco Piccolo.
Parto col dire che non ho ancora capito se la lettura mi è piaciuta o meno. Ma
cosa fondamentale, il protagonista come mi è sembrato?
Devo
dire la verità?
Devo
proprio?
Diciamo
così: lo avrei simpaticamente strozzato con grande passione. Per quanti hanno
letto il romanzo, forse potranno capire quanta violenza userei. Ma comunque…
Il
protagonista non ha un nome, quasi la sua vita possa incarnare quella di altri.
Ha una moglie di nome Teresa e una bambina, Beatrice. Fa il montatore
cinematografico e ha una passione viscerale per le donne. Tutte le donne. Ha
amanti di lunga data e storie passeggere che contano davvero poco.
Quando
il lettore si immerge nella lettura, Teresa si è già allontanata da casa. Non
si sa bene quando tornerà, e l’uomo un po’ se ne preoccupa. È amorevole con la
figlia e, contemporaneamente, racconta della sua vita, tenendo a mente di
citare le donne che l’hanno attraversata. È un racconto lucido, dono della
bravura narrativa dell’autore. In effetti sono sempre divisa in alcuni casi,
cioè quando un romanzo si rivela diverso da come me lo aspettavo e la bravura
dell’autore che riesce a portarmi dalla sua parte. Perché il protagonista è un
uomo odioso, e sono certa l’autore voleva descriverlo così. Il finale mi ha
sicuramente ripagata di tutto l’odio provato. Attenzione però, non è niente di
scontato!! Anzi… non lo avrei mai immaginato!
Francesco Piccolo (1964) è scrittore e sceneggiatore. Per
Einaudi, oltre a La separazione del maschio (2008), ha pubblicato: Momenti di
trascurabile felicità (2010), Il desiderio di essere tutti (Premio Strega
2014). Negli Einaudi Tascabili sono stati riproposti: Storie di primogeniti e
figli unici (2012), Allegro occidentale (2013), L’Italia spensierata (2014).
xxx, Irene

Nessun commento:
Posta un commento