Ciaooo, nuova recensione per un bellissimo romanzo, Le braci di Sàndor Màrai. Mi è piaciuto molto, tanto che le pagine volevano via...
Genere: Narrativa
Prezzo Amazon: ebook 6,99 - cartaceo 7,50
Trama
Dopo quarantun anni, due uomini, che da giovani sono stati inseparabili, tornano a incontrarsi in un castello ai piedi dei Carpazi. Uno ha passato quei decenni in Estremo Oriente, l'altro non si è mosso dalla sua proprietà. Ma entrambi hanno vissuto in attesa di quel momento. Null'altro contava per loro. Perché? Perché condividono un segreto che possiede una forza singolare: "una forza che brucia il tessuto della vita come una radiazione maligna, ma al tempo stesso dà calore alla vita e la mantiene in tensione". Tutto converge verso un "duello senza spade" ma ben più crudele. Tra loro, nell'ombra il fantasma di una donna.
- E
se un amico ci delude perché non è un vero amico, possiamo forse metterlo sotto
accusa, rinfacciargli il suo carattere, la sua debolezza? […] Non abbiamo forse
il dovere di accettare l’amico infedele esattamente come quello fedele e pieno
di abnegazione? –
Il
romanzo inizia con una lettera che annuncia un possibile incontro, qualcosa che
avviene dopo quarantuno anni, ma che i due protagonisti attendono sempre con il
medesimo fervore. È Konrad a scrivere al generale, a un uomo che ormai vive in
totale solitudine dopo quanto è accaduto anni prima. Quello di Sàndor Màrai è
un romanzo introspettivo nell’animo umano, che affronta i dolori di un’amicizia
lunga tutta una vita, perché i protagonisti – per circa vent’anni – hanno
vissuto in simbiosi. Tra loro ci sono abissali differenze caratteriali e di
agiatezza. Konrad probabilmente ha sempre detestato quell’amico che poteva
permettersi una vita migliore. Dal canto suo però, ha sempre avuto una profonda
sensibilità verso la musica, qualcosa che lo accomunava molto alla madre di
quello che poi sarebbe diventato il generale. È il generale a regalarci
frequenti squarci sulla vita passata dei due in un continuo passaggio dal
passato al presente che l’autore è riuscito perfettamente a incastrare.
I
due si incontrano in un’accademia militare, quasi avessero il destino segnato,
ma Konrad ad un tratto decide di cambiare vita: abbandona la divisa e si
rifugia ai Tropici.
-Chi
non accetta nulla di parziale vuole tutto, tutto quanto. –
Il
lettore si ritrova ammaliato e attratto da questa lettura che ha i toni pacati
dei classici, con il desiderio di conoscere una vecchia verità. Ci troviamo di
fronte a una cena tra i due, ai lunghi monologhi del generale che finalmente ha
la possibilità di parlare al suo possibile carnefice. E poi tra loro aleggia lo
spettro di Krisztina, la moglie del generale, che ha un ruolo importante.
-…possiamo
comprendere l’essenziale solo partendo dai particolari, questa è l’esperienza
che ho tratto dai libri che dalla vita. –
Le braci è una
lettura che da subito cattura l’attenzione del lettore e mantiene un ritmo
costante, grazie anche alla straordinaria dote narrativa dell’autore. Mai
banale, riesce persino a porre il lettore su diversi piani di analisi di una
questione antica ma spesso attuale: l’amicizia tradita.
Sàndor Màrai
(Kassa, 1900-San Diego, 1989), che va annoverato fra i grandi maestri della
letteratura mitteleuropea, ha trascorso un primo periodo di esilio volontario
in Germania e in Francia durante il regime di Horthy, e ha definitivamente
abbandonato la sua terra, per l’Italia e poi per gli Stati Uniti, in seguito
all’avvento del comunismo. La sua opera, bandita dall’Ungheria per decenni,
torna oggi in primo piano in patria come all’estero. Le braci è apparso a Budapest nel 1942.
xxx, Irene

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