mercoledì 9 marzo 2016

Recensione Chirù - Michela Murgia

Ciao, come procedono le vostre letture?? Le mie ultimamente vanno al rilento... Oggi però scrivo di Chirù dell'autrice Michela Murgia. Questo è il primo romanzo che leggo della Murgia e devo dire che mi è piaciuto!

Editore: Einaudi
Genere: Narrativa Contemporanea
Prezzo Amazon: Kindle 9,99 Cataceo 15,73

Trama

Quando Eleonora e Chirú s'incontrano, lui ha diciotto anni e lei venti di piú. Le loro vite sembrano non avere niente in comune. Eppure è con naturalezza che lei diventa la sua guida, e ogni esperienza che condividono - dall'arte alla cucina, dai riti affettivi al gusto estetico - li rende piú complici. Eleonora non è nuova a quell'insolito tipo di istruzione. Nel suo passato ci sono tre allievi, due dei quali hanno ora vite brillanti e grandi successi. Che ne sia stato del terzo, lei non lo racconta volentieri. Eleonora offre a Chirú tutto ciò che ha imparato e che sa, cercando in cambio la meraviglia del suo sguardo nuovo, l'energia di tutte le prime volte. È cosí che salgono a galla anche i ricordi e le scorie della sua vita, dall'infanzia all'ombra di un padre violento fino a un presente che sembra riconciliato e invece è dominato dall'ansia del controllo, proprio e altrui. Chirú, detentore di una giovinezza senza piú innocenza, farà suo ogni insegnamento in modo spietato, regalando a Eleonora una lezione difficile da dimenticare. Michela Murgia torna al romanzo, e lo fa con coraggio, raccontando la tensione alla manipolazione che si nasconde anche nel piú puro dei sentimenti. Negli occhi di Eleonora e Chirú è scritta la distanza fra quello che sentiamo di essere e ciò che pensiamo di dovere al mondo: l'amore è la piú deformante delle energie, può chiederci addirittura di sacrificare noi stessi.

 -Vorrei poter dire che quella tra noi fu un’immediata affinità elettiva, ma sarebbe una menzogna: io Chirù lo riconobbi dall’odore di cose marcite che gli veniva da dentro, perché quell’odore era lo stesso mio. -

C’è qualcosa di più erotico nell’affidare completamente se stessi alle mani di una sconosciuta?
Badate bene, non si tratta di carnalità, ma di anima. Abbandonare tutto ciò che si è, e consegnarlo a qualcun altro. Farsi plasmare per diventare più forti.
È questo il tema centrale in Chirù di Michela Murgia. Prendete un diciottenne e una donna che di anni ne ha venti in più. Chirù, in Eleonora, cerca una guida. Ha bisogno che qualcuno lo aiuti a capire qual è la sua strada. Qual è il suo posto nel mondo. Non la conosce, eppure ha il coraggio di avvicinarla.
Nel leggere semplicemente la prima pagina ho avvertito un brivido, è stato l’istinto a farmi acquistare il romanzo. Be’, aveva ragione!
Eleonora ha dovuto imparare presto che bisogna tenere la lingua a freno. Figlia di un padre autoritario, violento, e una madre succube che ha il compito di educarla. E se l’infanzia non è stata tra le più felici, l’adolescenza è il periodo più nero della sua esistenza per via di quelle forme che non si possono controllare. Perché la sinuosità di un’adolescente cattura le attenzioni ed è pericoloso.
Il marcio che Eleonora avverte in Chirù sono i genitori del ragazzo. La donna è già stata la “maestra” di altri tre allievi. Eppure il fallimento con l’ultimo la tormenta continuamente. I ragazzi che Eleonora ha seguito sono adolescenti che vanno dai quattordici ai sedici anni. Chirù è più grande della media, ma la donna accetta la sfida. Il ragazzo apprende subito il linguaggio dei sottintesi, quello che le persone mostrano esteriormente.
“La sua sfrontatezza continuava a essere più divertente che arrogante e non potevo fare a meno di riconoscerci qualcosa di me, una me più giovane e sventata, desiderosa di aggrapparsi a qualunque vita che sembrasse anche solo un poco migliore. Non sarebbe servito a niente fargli l’elenco dei prezzi che avevo pagato per ottenere quello che lui credeva di assorbire per osmosi: non li conoscevo tutti nemmeno io, e comunque ci sarebbe arrivato da solo prima di quanto immaginasse.”
Eleonora, pagina dopo pagina, rivive tutte le tappe fondamentali della sua vita, il primo provino a Roma, la vita a Cagliari e quel lavoro che spesso la porta all’estero. Tra le pagine di questo romanzo si respira quasi un’atmosfera d’altri tempi. Ho adorato l’ambientazione, lo stile dell’autrice che ha accompagnato il lettore nella crescita dei suoi personaggi. Perché Chirù cresce, e lo fa anche Eleonora.
Durante la lettura, spesso mi è capitato di soffermarmi su frasi da sottolineare più volte. Michela Murgia racconta verità che fanno riflettere con una scrittura articolata e sopraffina.

- Ho coltivato una speciale diffidenza per chi si compiace di dire sempre quello che pensa. Temo con ogni fibra quel tipo di persona che è pronta a scambiare per pensiero il moto casuale di tutto quello che gli passa per la testa e chiama sincerità l’incapacità di controllarlo. Quello che io chiamo pensiero non somiglia in nulla a un lampo illuminante, perché è il risultato di un delicato processo di risalita da certi fondali solo miei. Anche dopo avverto il bisogno di filtrarlo attraverso l’esperienza, una maglia che con gli anni si è fatta sempre più stretta. E comunque, nemmeno alla fine di questo percorso le cose che ho ragionato mi sembrano quasi mai pronte per essere dette. Per questo ho paura di quelli che affermano di aver l’abitudine di dire tutto quello che pensano: il flusso scomposto di giudizi avventati, umori e temerarietà brucia allo stesso modo le labbra di chi lo pronuncia e le orecchie di chi le ascolta, e lo fa nell’istante stesso in cui vi prende forma. -

Eleonora è brutalmente vera. Una donna che non ha più paura di farsi condizionare, nonostante ci sia una momento in cui vacilla. Per un breve istante perde l’equilibrio, poi lo riconquista.
Chirù è lo specchio della sua giovane età, avventato nelle mosse, ma anche per lui arriva il momento della crescita.
Ho apprezzato molto il romanzo, e lo avrei fatto ancora di più se alcune riflessioni fossero state più approfondite. Quella riportata sopra è la più emblematica, ma ripeto, il romanzo ne era pieno e io adoro i romanzi che fanno riflettere, quelli che scuotono il lettore. Chirù, essendo uno di quelli, avrebbe potuto scuotere ancora di più le fondamenta.
Questo romanzo cattura il lettore, lo incanta e lo fa riflettere… ha tutte le carte in regola!
Assolutamente la leggere!


Bio Michela Murgia
Sono nata in Sardegna, e per quanti indirizzi abbia cambiato in questi anni, dentro non ho mai smesso di abitarla, sognandola indipendente in ogni accezione del termine. Mi sono diplomata in una scuola tecnica e dopo ho fatto studi teologici, il che non fa di me una teologa, per quanto continuino a scriverlo. Non mi piace essere definita giovane: dopo i 25 anni essere chiamati adulti dovrebbe essere un diritto. Non fumo, non porto gioielli preziosi, detesto i graziosi cadaveri dei fiori recisi, i giornalisti che mi chiedono quanto c'è di autobiografico e gli editori a pagamento. Sono vegetariana, ma so riconoscere le occasioni in cui si può fare uno strappo.
xxx Irene

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