Ciao a tutti, anche oggi arriva una recensione!! La
prima volta che ho letto un romanzo di Patrick McGrath ero nel pieno
dell’adolescenza. Si intitolava Follia e da allora – quel nome – è comparso
nella lista dei miei autori preferiti. Ed è per questo che, quando mi hanno
consigliato di leggere Il morbo di Haggard, ho acquistato
il romanzo quasi senza leggere la trama. Ebbene sì, lo devo ammettere
appartengo a quel genere di lettori che delle volte acquista i libri sulla
fiducia. Eppure stavolta, arrivata al termine della lettura, ho sentito di non
aver avuto le emozioni che meritavo.
Editore: Adelphi
Genere: Narrativa Contemporanea
Prezzo: 8,50 solo cartaceo
Trama
Londra 1940. Mentre nel cielo incrociano gli aerei tedeschi, il dottor Haggard riceve la visita di James Vaughan, un giovane aviatore che gli si presenta con una frase letale: "Credo che lei conoscesse mia madre". Strappato di colpo alle sue fiale di morfina e al culto feticistico di una donna perduta per sempre, Haggard intraprende una lunga, tormentosa confessione, raccontando per la prima volta la vicenda che tre anni prima ha distrutto la sua vita.
- Nel
caso di un amore romantico è l’anima che parla, è un discorso tra anima e anima
e tutto il resto è comportamento, anche il sesso. -
