domenica 21 agosto 2016

Recensione Nel giardino dell'orco - Leïla Slimani

Avete già letto Nel giardino dell'orco di Leïla Slimani?
Per questo romanzo abbiamo due recensioni. La prima scritta da un uomo, la seconda da me per fornirvi due diversi punti di vista sul romanzo edito Rizzoli, pubblicato ormai qualche mese fa. 

Editore: Rizzoli
Genere: Narrativa Contemporanea
Prezzo Amazon: ebook 9, 99 - cartaceo 14, 45

Trama

Adèle cammina per le strade di Parigi la sera, dopo il lavoro al giornale, talvolta anche durante la pausa pranzo, in cerca di incontri. Ha trentacinque anni, un marito medico dedito al lavoro e un bambino di pochi anni; una vita cui in fondo manca poco per potersi dire felice. Eppure non può smettere di ribellarsi alla sensazione di vuoto che la assilla ogni giorno e che scaccia attraverso il corpo: è la fame per lo sconosciuto, da afferrare anche solo per un attimo. E non importa chi sia o dove, basta un incontro, un breve scambio di sguardi per trovare una veloce soddisfazione, o un’affinità che può trasformarsi in una vaga relazione. Dopo, Adèle sa tornare a casa, preparare la cena al bambino e infilarsi nel letto accanto a Richard, come sempre. Una febbre che non fa che salire e che trascina Adèle verso l’incapacità di gestire le due vite in cui si dibatte senza posa. Potrebbe essere facile giudicare Adèle, eppure seguiamo il suo cammino tortuoso con empatia, non riusciamo semplicemente ad accomodarci in platea, perché veniamo destati da un’impellenza, la sua, che capiamo, che da qualche parte forse abbiamo persino riposto. Nel giardino dell’orco non è la storia di una ninfomane, ma quella di una donna di oggi stretta nei lacci di una quotidianità come fossero spilli sul cuore. Definita la Madame Bovary a luci rosse, Adèle è un personaggio quasi tragico e la sua autrice, Leïla Slimani, un nuovo talento della narrativa francese contemporanea.

Gli uomini crederanno che sia un'oca, furba, facile. Le donne ma tratteranno come una predatrice. E avranno tutti torto. 


Richard e Adèle sono una coppia felice, e i genitori di un bellissimo figlio.
Vivono a Parigi, in un appartamento nel XVII arrondissement. All'apparenza sono una coppia e una famiglia del tutto normale: lui medico chirurgo, lei giornalista. Ma non è affatto così.
Adèle nasconde qualcosa.
Adèle ha qualcosa.
Adèle fa qualcosa.
Questo romanzo, davvero ben strutturato, ben scritto e ben raccontato, mi ha colpito dalle prime parole che ho letto. Un libro per tutti perché, nonostante i contenuti forti, il modo in cui vengono raccontati fanno in modo che questo romanzo sia adatto a qualunque lettore .
Vi farà riflettere sul senso della vita, su quanto una persona possa essere malata e allo stesso tempo appagata. Sì, perché ogni volta che Adèle si comporta in quella maniera prova vergogna, eccitazione e pentimento allo stesso tempo .
Quello che si riesce a perdonare per amore è infinito e Richard è il prototipo di marito e padre perfetto .
Un romanzo che, a mio avviso, merita il massimo voto perché ha creato proprio quello che secondo me deve suscitare una lettura: deve saper CATTURARE...
David


Vorrebbe essere solo un oggetto in mezzo alla folla, vorrebbe essere divorata, succhiata, inghiottita tutta intera. [...] Vorrebbe essere una bambola nel giardino di un orco.

Nel giardino dell'orco è un romanzo che attrae immediatamente il lettore. Poche pagine ed è fatta. Sin da subito si intuisce la debolezza di Adèle che la forma dell'insoddisfazione. La donna non riesce a spiegarsela e in effetti neppure il lettore. Possiamo solo assistere a un breve lasso di tempo della sua vita. Abbiamo qualche breve accenno su chi era Adèle da ragazzina, ma non sapremo con certezza chi sarà, una volta finita la lettura.
Sappiamo solo che la sua vita le sta stretta. Il matrimonio non le basta, neppure la presenza del figlio.
È stata una lettura amara, di quelle che lasciano dietro molte domande. E, a dire la verità, era da un po' che non mi capitava di leggere un romanzo di questo tipo. Vi farà arrossire di vergogna e arrabbiare. Crudo al punto giusto da mettere il lettore dinanzi alle azioni della donna e vi assicuro che non potrete fare a meno di "schierarvi". È o non è una ninfomane?
A voi la risposta.
Xxx, Irene

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