venerdì 26 febbraio 2016

Recensione La ferocia - Nicola Lagioia

Ciao a tutti, avete letto La ferocia di Nicola Lagioia, Premio Strega 2015 edito?


Editore: Einaudi
Genere: Narrativa Contemporanea


Trama


In una calda notte di primavera, una giovane donna cammina nel centro esatto della strada statale. È nuda e coperta di sangue. A stagliarla nel buio, i fari di un camion sparati dritti su di lei. Quando, poche ore dopo, la ritroveranno ai piedi di un autosilo, la sua identità verrà finalmente alla luce: è Clara Salvemini, prima figlia della piú influente famiglia di costruttori locali. Per tutti è un suicidio. Ma le cose sono davvero andate cosí? Cosa legava Clara agli affari di suo padre? E il rapporto che la unisce ai tre fratelli - in particolare quello con Michele, l'ombroso, l'instabile, il ribelle - può aver giocato un ruolo determinante nella sua morte? Le ville della ricca periferia barese, i declivi di ogni rapida ascesa sociale, le tensioni di una famiglia in bilico tra splendore e disastro: utilizzando le forme del noir, del gotico, del racconto familiare, scandite da un ritmo serrato e da una galleria di personaggi e di sguardi che spostano continuamente il cuore dell'azione, Nicola Lagioia mette in scena il grande dramma degli anni che stiamo vivendo. L'intensità della scrittura - mai cosí limpida e potente - ci avviluppa in un labirinto di emozioni, segreti e scoperte, che interseca le persone e il loro mondo, e tiene il lettore inchiodato alla pagina.


- Il banco dà, il banco chiede indietro. - 

Avete presente quella empatia che arriva all’improvviso? Per molti riguarda le persone, per i lettori succede con i libri. So che molti mi daranno ragione e sapranno di cosa sto parlando. Quando La ferocia è stato proclamato il vincitore del Premio Strega 2015, ho solo pensato che dovevo leggerlo. Sentivo che mi sarebbe piaciuto, non chiedetemi perché!
Avevo ragione?
Sì!
Ho letto la trama e dopo le prime righe gli avevo già dichiarato amore. A molti forse non piace lo stile arzigogolato dello scrittore, personalmente non è dispiaciuto. Okay, poteva arrivare dritto al punto dei concetti ma ha preferito gonfiarli. Del resto l’autore è lui, e del suo romanzo può farne quel che vuole!!
A mio avviso lo stile narrativo rende il tutto piuttosto musicale. I personaggi descritti in ogni loro sfumatura, e l’ambientazione, hanno donato al romanzo quel tocco in più che non gusta mai. Il lettore segue lo scorrere della storia spinto dalla curiosità di sapere cosa è successo a Clara Salvemini, cosa ha da raccontare il trasportatore che la travolge in piena notte sulla Bari – Taranto. E capire perché per la famiglia della donna, la sua morte, sembra non importare a nessuno, o quasi.

- Essere gli unici a capire che qualcun altro sta annegando e i soli a non saper nuotare. -

Quello che però colpisce è la parte nascosta.
Questo di Nicola Lagioia è un romanzo che secondo il mio punto di vista non ha una vera e propria collocazione tra gli scaffali di una libreria, non lo considero pienamente un thriller, o narrativa contemporanea. Ha più le caratteristiche di un noir per via di quei segreti di famiglia che si nascondono dietro belle facciate. Silenzi su mazzette e ricatti di cui Michele, il fratello di Clara, ne viene a conoscenza solo indagando e portando il lettore a chiedersi se Clara non sia stata solo una pedina in una realtà fatta principalmente di interessi. Ho divorato ogni pagina, ogni singolo passaggio per arrivare alla fine e, per quanto mi riguarda, posso dire che mi è piaciuto molto.

Nicola Lagioia  è nato a Bari nel 1973. Con minimum fax ha pubblicato Tre sistemi per sbarazzarsi di Tolstoj (2001), e con Einaudi Occidente per principianti (Supercoralli 2004), Riportando tutto a casa (Supercoralli 2009, Super ET 2011; Premio Viareggio-Rèpaci, Premio Vittorini, Premio Volponi) e La ferocia (Supercoralli 2014, Premio Strega 2015).

xxx, Irene


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