Ciao a tutti, si comincia e lo faccio con Dio di illusioni - Donna Tartt, una delle letture presenti nella mia libreria! Lo avete già letto?
Editore: Bur
Genere: Narrativa Contemporanea
Trama
Un piccolo raffinato college nel Vermont. Cinque ragazzi ricchi e viziati e il loro eccentrico e affascinante professore di greco antico, che insegna al di fuori delle regole accademiche imposte dall’università e solamente a una cerchia ristretta di studenti. Un’élite di giovani che vivono di eccessi e illusioni, lontani dalla realtà che li circonda e immersi nella celebrazione di un passato mitico e idealizzato, tra studi classici e riti dionisiaci, alcol, droghe e sottili giochi erotici. Fino a che, in una notte maledetta, esplode la violenza. E il loro mondo inizia a crollare inesorabilmente, pezzo dopo pezzo. Una storia folgorante di amicizia e complicità, amore e ossessione, colpa e follia, un romanzo di formazione che è stato uno dei più grandi casi editoriali degli anni Novanta.
- Suppongo che a un certo punto, nella mia vita, avrei potuto narrare un gran numero di storie, ma ora non ve ne sono altre. Questa è l’unica storia che riuscirò mai a raccontare. –
Prendete un college nel Vermont, un professore di greco antico e un gruppo di eletti. I suoi eletti.
A narrare la storia di questa élite di giovani studenti ci pensa Richard Papen che, con mille stratagemmi, riesce a frequentare quel college. Il ragazzo ci arriva senza avere le idee chiare per quanto riguarda i suoi studi. In California ha abbandonato il corso di medicina e lì, in Vermont, da subito viene sopraffatto dal fascino a quei cinque ragazzi che si tengono sempre in disparte rispetto agli altri. Allo stesso tempo, viene informato che il corso di Julian Morrow è già completo. Richard sembra quasi voglia prendere parte a quel corso non per lo studio in sé, ma per entrare in quella cerchia. I cinque, a modo loro, sono tutti piuttosto altezzosi, complice l’esclusività alla quale appartengono. Ci sono i gemelli: Camilla e Charles, orfani di entrambi i genitori. Francis, cresciuto in un collegio in Svizzera e figlio di una donna sposata con un uomo più giovane. Henry, che da piccolo ebbe un grave incidente di cui ne porta addosso ancora i segni. E poi c’è Bunny, un po’ il grande illusionista del gruppo.
Dopo una breve insistenza nei confronti del docente, Richard viene ammesso al corso e tutti i ragazzi lo accolgono ben volentieri. Quel che Richard non sa è che Bunny tende a sfruttare quelli che conosce, arrivando persino a ricattarli, ma questo arriverà a scoprirlo solo in seguito. Papen, complice il corso di studi, instaura un legame molto stretto con tutti loro. È al loro seguito nei weekend in campagna e in loro compagnia durante gli studi. Di ognuno carpisce pregi e difetti, senza però mai arrivare a scoprire una verità che gli hanno taciuto. Infatti è Richard stesso ad accorgersi di qualcosa di strano. Da quel momento in poi, tutto cambierà.
Ascolta piani diabolici studiati in dettaglio, esperimenti, tutti messi in piedi per far tacere uno di loro. A questo punto non posso rivelare altro, anche perché entrerei troppo nei dettagli, ma già leggendo il prologo vi risulterà abbastanza chiaro. Tanto da non poter fare a meno di domandarvi se una parte delle colpa non sia forse di Julian Morrow? È stato lui a renderli tanto calcolatori?
Il punto di vista del ragazzo è chiaro, tanto che il lettore entra subito in empatia con lui e con le sue reazioni. La bravura di Donna Tartt sta proprio nel piazzare il lettore nel vivo di quel college. In alcuni punti mi è parso che non si arrivasse mai al clou (probabilmente sarà l’abitudine di leggere tutto e subito in altri romanzi), ma quando il fatto si è compiuto la storia mi ha catturato, rivelandosi una lettura davvero interessante. Dio di illusioni è una classica opera di narrativa che sento di consigliare agli amanti del genere, per quanti apprezzano le storie raccontate. E, soprattutto, per chi non ha paura di scoprire i segreti di certe élite.
- Sii forte, dice il mio cuore, sono un soldato; ho visto cose peggiori di questa. -
xxx, Irene

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